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SCOPERTA AL SAN PRIMO

Clamoroso: al San Primo scoperto il "Terzo Mondo"

Erba, 3 marzo 2011 - Stalattiti e stalagmiti del diametro di tre metri, concrezioni così spettacolari da fermare il respiro, sale grandi come campi da calcio e gallerie immense che si insinuano nelle viscere della montagna: questa la nuova eccezionale grotta scoperta sulle montagne lariane. «Là sotto, dentro il monte San Primo, nel bel mezzo del Triangolo Lariano, c’è un mondo da scoprire: nuovo e al tempo stesso vecchio come il mondo», sono davvero entusiasti e orgogliosi della sensazionale scoperta gli esploratori dello Speleo Club Erba che qualche giorno fa hanno battezzato quella che si sta rivelando la più imponente grotta mai scoperta in Lombardia.

Si chiama «Terzo Mondo» la grotta che sta mandando in subbuglio gli ambienti della speleologia e insieme della geologia a livello nazionale. La scoperta dello Speleo Club di Erba è destinata ha suscitare clamore anche fra i geologi. Quello che hanno trovato all’interno del sistema di gallerie infatti potrebbe rivoluzionare la teoria sull’origine glaciale del lago di Como.  «Il San primo conserva al suo interno i fenomeni generati dall’acqua che percolava all’interno di quello che era un vasto altipiano». Questo ritrovamento recentissimo non viene solo grazie al caso, ma soprattutto al fiuto di alcuni appassionati che nelle settimane scorse, grazie alla coltre di neve, stavano seguendo quel «respiro» che indicava la presenza di un sistema di gallerie sotterranee in un punto poco sotto la vetta del monte San Primo (il più elevato del Triangolo Lariano) a quasi 1.600 metri di quota. «Pierluigi Gandola era alla ricerca di nuovi buchi quando ha trovato una cavità. Dopo aver tolto il materiale esterno è stato investito da una corrente di aria calda - racconta Lele Citterio, presidente dello Speleo Club Erba -. Abbiamo iniziato una campagna di scavi e dopo aver forzato la prima strettoia ci siamo ritrovati immersi in quel mondo inesplorato. Non ci aspettavamo una scoperta così clamorosa. Siamo dovuti tornare con duecento metri di corde. Passata una strettoia e una serie di pozzi sempre più grandi ci siamo accorti che la grotta continuava». Qualche giorno dopo un’altra squadra si è alternata nell’esplorazione e sono riusciti a scendere fino a trecento metri di profondità. «Addesso l’esplorazione è ferma, ma la grotta, che per ora ha uno sviluppo di poco meno di due chilometri, è ancora tutta da scoprire - continua Citterio -. Alla base di un enorme scivolo è stato percorsa una galleria del diametro di trenta metri inclinata di 45° che termina in un’altra che prosegue in orizzontale. Dopo questa lunga galleria si avvertiva una forte corrente d’aria che sta ad indicare la presenza di un ambiente ampio. Ci siamo addentrati in un nuovo mondo. La grotta si apre quasi sulla cima del San Primo e siamo convinti che la possibilità di esplorazione è fino sotto il livello del lago».

da OpenSpleo